LE INTERVISTE DI VIAGGIATORE ARTISTICO MATTEO LENUZZA
Nuova puntata con le interviste di Viaggiatore artistico Matteo Lenuzza, un amico del nostro blog che abbiamo già avuto il piacere di scambiare 4 parole con lui.
Andiamo allora a scoprire con Matteo artisti impegnati nella testimonianza degli anni bui della prima metà del Novecento e i prossimi impegni della Casa del Mutilato, buona lettura.
Ciao a tutti, ci ritroviamo qui con Matteo Lenuzza (Curatore di Casa del Mutilato di Genova),
che ho avuto il piacere di rincontrare nella sede di Rapallo in occasione dell’apertura
straordinaria per l’esposizione “Battere ciglio. Nicola Neonato”. Ci vuoi raccontare qualcosa
di quello che possiamo vedere visitando le sale?
Ciao Andrea, oggi ci troviamo in Fondazione A.N.M.I.G. – Rapallo, in Passo Santa Chiara – pieno
centro cittadino, a due passi dal mare. Le Sale della struttura conservano, oltre a un importante
patrimonio storico legato alla storia locale dell’ente, opere di Edgardo Rossaro — artista che
abbiamo scelto di coinvolgere nella recente mostra “Il ricordo, la sua salute” in Casa del Mutilato
di Genova.
Lo spazio che ci ospita in questo momento però ha come reale protagonista Nicola Neonato, che
rese indelebile la memoria dei conflitti — da lui stesso vissuti in prima linea, come partigiano —
attraverso una serie di affreschi che narrano la guerra sia in presa diretta (notiamo soldati che si
riparano, un aviatore che mette in moto il suo veicolo…) sia attraverso l’impiego di simboli e figure
legate al cattolicesimo seppur sconvolte (un militare in croce – in divisa ed elmetto, un angelo
armato che si auto-infligge un colpo). Si tratta di scene crude come cruda era l’epoca
rappresentata. Ancor più che queste raffigurazioni, in realtà e personalmente, mi colpisce come la
scena straziante (ma di speranza) con protagonista l’abbraccio tra un sopravvissuto e sua madre
confini con il lancio di una granata nella loro direzione.
Al centro di questo progetto, “Battere ciglio”, vi è in realtà non l’artista della Resistenza bensì il
suo vitale contributo per l’arte pubblica. Non a caso, emozionandomi anche, un visitatore mi ha
confidato come sia venuto in visita perché gli affreschi di Neonato erano presenti nella chiesa
dove da giovane si sposò. Con questa esposizione ho cercato di dare un piccolo stimolo per una
riappropriazione collettiva delle opere moderna e contemporanea che costellano strade e piazze e
che dunque rimangono visitabili gratuitamente a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Neonato è stato un artista poliedrico, che — oltre al tema della guerra — ha trattato altri
temi e altre forme d’arte. Dove lo possiamo incontrare?
Neonato raccontò la vita dei lavoratori, delle lavoratrici, l’emancipazione femminile e anche la
propria emotività di uomo e artista — si pensi ad “Autoritratto nello studio” del 1946.
Qui a Rapallo, in Fondazione A.N.M.I.G. abbiamo modo di approfondire il pittore. A Lavagna,
invece per esempio, nel Parco del Tigullio, troviamo il “Monumento al lavoro femminile”. La
totalità delle sue opere d’arte pubblica sono catalogate nel sito (curatissimo) gestito dai suoi
eredi. Consiglio di visitarlo, così da poter scegliere — anche in base a dove si abita — quale dei
suoi numerosi lavori (presenti non solo in Liguria) poter più comodamente ammirare.



Un altro artista del Novecento legato a Neonato è Santagata, presentalo.
Antonio Giuseppe Santagata, genovese e amico di Nicola Neonato, fu la figura artistica di
riferimento non solo per Casa del Mutilato di Genova ma per la maggior parte delle case del
mutilato che vennero costruite in Italia, nel primo dopoguerra, nelle principali città. Pittore e
scultore, deve parte della propria centralità nella storia dell’arte moderna del Paese, a cavallo dei
due conflitti mondiali, proprio per l’aver impresso in queste strutture — drammaticamente
frequentatissime ai tempi — la propria testimonianza di artista-soldato (questa volta durante la
Grande Guerra).
I suoi paesaggi marittimi, altro soggetto che affrontò, rappresentano una natura spesso indomita
e muscolare. Mi piacerebbe un giorno curare una mostra che ne presenti una selezione.
Nella sede di Genova c’è una sua bellissima vetrata, cosa raffigura?
Casa del Mutilato di Genova conserva quattro opere di Santagata: la scultura “Carlo Delcroix”, i
due bozzetti (“Assalto” e “Ritorno”) e la straordinaria Vetrata che giganteggia tra primo e secondo
piano della struttura — oltre a essere intuibile, nelle proprie forme, già dall’Area Monumentale
Esterna. Si tratta di un’opera molto impattante, contraddistinta da un moto ascensionale che
riguarda sia la scena, sia il percorso che chi è in visita compie. Si passa infatti dal trovarsi
idealmente coinvolti nella costrizione di una trincea alla visione di un intervento angelico, che
porta in gloria un soldato che ha perso la vita in battaglia. Anche in questo caso (come visto in
Neonato) incontriamo il suggestivo dialogo tra fede e guerra.





A dicembre farete una mostra proprio su Santagata, ci vuoi dare qualche anticipazione?
Dal tre al tredici dicembre ospiteremo in Casa del Mutilato di Genova “Prove di Fede”, una
personale su Santagata, realizzata con opere provenienti interamente dalla Collezione che
Lorenzo Santagata conserva e valorizza. Per la prima volta, un’intera esposizione racconterà la
produzione esclusivamente spirituale dell’artista. Presto, sempre su queste pagine (se vorrai),
potremo permettere ai lettori e alle lettrici di leggere la presentazione integrale di questo progetto.
Per ora, mi fa piacere menzionare la soddisfazione per questo risultato: i nostri spazi hanno
funzione espositiva da appena due anni e avere avuto la possibilità di produrre questa mostra
denota come la sede stia assumendo un’identità sempre più riconoscibile e stabile all’interno del
panorama culturale genovese. Le visite e le collaborazioni, sempre in crescita di evento in evento,
ci entusiasmano ed emozionano. Mi fa piacere ringraziare persone come Antonio Figari, Matteo
Pulina, Carlo Ceccarelli e Francesca Papasodaro — professionisti/e del mondo della cultura che
da subito hanno creduto nella bontà delle idee mie e del Presidente Guido Vinacci, collaborando
per la valorizzazione di questa realtà.
Quali sono i prossimi impegni e le idee per il 2025 per Casa del Mutilato di Genova?
Possiamo anticipare con piacere come a gennaio parteciperemo con una mostra da noi prodotta
e curata alla nuova edizione della rassegna internazionale d’arte contemporanea “Segrete. Tracce
di Memoria”. Rinnoviamo con piacere questa collaborazione, dopo aver ospitato lo scorso anno
— per la prima volta in struttura — due installazioni.
Il 2025 coinciderà con l’ottantesimo anniversario dalla Liberazione, dunque indirizzeremo gli
eventi all’interno di un ciclo unico volto alla riflessione sulle libertà ottenute, da proteggere e
ricercare all’interno di un contesto democratico.
Sarà una stagione sicuramente molto stimolante perché, dopo aver trattato nello scorso periodo
pittura, scultura e nuove forme d’arte, siamo in contatto con fotografi e addetti ai lavori del settore
cinematografico. L’intenzione è perciò quella di sostenere la versatilità dello spazio, mantenendo
però stabili importanti legami, come — oltre a “Segrete. Tracce di Memoria” — quello con
Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO – ETS.


Grazie Matteo per aver preso parte alle interviste di viaggiatore artistico Matteo Lenuzza, che volesse avere maggiori informazioni sui prossimi eventi seguita la loro pagina Instagram e se volete qui la sua prima intervista







